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Forum ATECAP “Edifici alti in calcestruzzo – nuove prospettive per le città”

03 agosto 2014

Autore: Redazione

Il 17 Luglio si è tenuto a Roma presso la sede dell’Atecap (l’Associazione che rappresenta i produttori di calcestruzzo preconfezionato) il workshop “Edifici alti in calcestruzzo – nuove prospettive per le città”, con la partecipazione del prof. Franco Mola del Politecnico di Milano.

Il Prof. Mola ha presentato una disamina storica sulle costruzioni di edifici alti, ribadendo il concetto “relativo” di edificio alto e seguendo, lungo le principali decadi dalla fine dell’800 ad oggi, le trasformazioni che la progettazione, costruzione e scelta del materiale hanno vissuto all’interno delle più grandi metropoli mondiali. Gli esempi più citati hanno riguardato le città di New York e Dubai, con i loro rispettivi record di costruzione, fino a concentrare l’attenzione sulla storia italiana delle edificazioni verso l’alto che prende avvio dall’esperienza del grattacielo Pirelli, registrato negli anni ’60 come l’opera più alta al mondo realizzata interamente in calcestruzzo armato.

Il Prof. Mola ha poi discusso delle caratteristiche vincenti del calcestruzzo nei confronti dell’acciaio: mentre è possibile progettare e realizzare un’opera interamente in calcestruzzo, al contrario non è pensabile una stessa opera interamente in acciaio. Un altro elemento vantaggioso del calcestruzzo rispetto all’acciaio è inoltre il suo costo inferiore.

È stato anche ricordato come la città di Milano, nell’arco degli ultimi 10 anni, abbia cambiato volto, grazie a edifici come Palazzo Lombardia e il Bosco Verticale, nella cui opera il calcestruzzo diventa “friendly”.

Altri elementi di rilievo, emersi dall’agile trattazione del prof. Mola, hanno riguardato il pompaggio del calcestruzzo che, unitamente al salto tecnologico vissuto dal materiale dagli anni ’80 ad oggi, permette di eseguire getti fino ad altezze di 1.000 metri. La collaborazione tra gli operatori coinvolti è ovviamente imprescindibile, perché “il progetto del materiale è un atto sinergico tra tecnologi e strutturisti. Il progettista è lo scienziato che studia al dettaglio l’opera e chi getta il calcestruzzo l’artista che può darne vita”.